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Buon martedì,
C’è una cosa che ho imparato lavorando su entrambi i lati del tavolo, prima in banca e poi in consulenza patrimoniale: le famiglie che soffrono di più non sono quelle con meno soldi. Sono quelle che stanno nel mezzo.
Mi spiego. Chi ha un patrimonio semplice, un conto e una casa, è servito benissimo dai prodotti standard. Chi ha un family office tutto suo ha risolto il problema alla radice. Ma tra questi due estremi c’è un pezzo enorme di famiglie, spesso nate da un’azienda venduta bene, che restano scoperte. Le stesse famiglie, gli stessi patrimoni, li ho visti da un lato del tavolo e poi dall’altro, e il problema non cambiava mai.
Il pattern era sempre lo stesso. Quattro o cinque relazioni professionali, banche, assicuratori, commercialisti, ognuno bravissimo nel proprio pezzo. E nessuno che vedesse l’insieme. Non era un problema di budget: i soldi per una buona consulenza c’erano quasi sempre. Mancava qualcuno disposto a mettere tutto insieme e a prendersene la responsabilità.
A un certo punto non ce l’ho fatta più a guardare senza far niente. Ho fondato Cuniberti & Partners proprio per questo.
Quello che ho capito, col tempo, è che questi patrimoni hanno già la complessità di chi si potrebbe permettere un family office in esclusiva. Solo che quasi mai hanno la dimensione per giustificarne uno tutto per sé. E tornare ai prodotti pensati per chi ha molto meno non risolve nulla: la complessità resta lì, semplicemente senza nessuno che la governi.
Ho visto questo vuoto deteriorare patrimoni anche importanti e ben costruiti. Non per un investimento sbagliato. Solo perché nessuno guardava il quadro intero.
Di questo meccanismo, e di cosa vuol dire davvero uscirne, ho scritto più a fondo questa settimana sul blog: