22 Settembre 2025

Due Diligence: scavare sotto la superficie del patrimonio

Quando si parla di “due diligence”, l’immaginario corre subito a operazioni societarie, fusioni o acquisizioni. Ma in realtà lo stesso approccio – fermarsi, analizzare, verificare – è fondamentale anche per un patrimonio familiare. Significa guardare dentro la ricchezza con occhi nuovi, mettere ordine, capire se la direzione intrapresa è davvero quella voluta.

La due diligence mobiliare è proprio questo: non un elenco di strumenti finanziari, ma una fotografia nitida che restituisce alla famiglia la consapevolezza di ciò che possiede. È un lavoro che va oltre i numeri e che, passo dopo passo, affronta domande spesso rimaste sospese: la strategia che abbiamo seguito finora è davvero chiara? Gli strumenti e i veicoli che usiamo sono adeguati agli obiettivi che ci siamo dati? La composizione del portafoglio riflette le nostre priorità o è il risultato di scelte accumulate nel tempo? E ancora: la gestione fiscale e operativa è efficiente o si trascina costi occulti? I servizi acquistati corrispondono al loro prezzo o ci stiamo illudendo di ricevere valore aggiunto?

In fondo, una due diligence serve proprio a questo: trasformare fogli di rendicontazione, contratti e presentazioni bancarie in un quadro leggibile, che permetta di decidere con cognizione di causa. Non è un esercizio accademico, ma uno strumento di governo del patrimonio.


Come i family office svolgono la due diligence


La due diligence si articola su tre aree principali, ognuna delle quali contribuisce a fornire un quadro completo della situazione patrimoniale del cliente:

  1. Struttura: prima di tutto, i family office analizzano i canali e gli strumenti con cui il patrimonio accede ai mercati. Questo include conti correnti, fondi, polizze, investimenti diretti e qualsiasi altro strumento utilizzato. L’analisi aiuta a comprendere se esistono sovrapposizioni inutili o inefficienze nella struttura.
  2. Contenuto: successivamente, viene esaminata la composizione effettiva del portafoglio, valutando la qualità e la funzionalità di ciascun asset. Non ci si limita a guardare il valore nominale, ma si cerca di capire se gli strumenti presenti sono coerenti con gli obiettivi a lungo termine e se contribuiscono realmente alla crescita o alla protezione del capitale.
  3. Costi/Servizi: infine, vengono analizzati i contratti e gli oneri associati a ciascun investimento, per verificare come questi influenzano l’efficienza fiscale e operativa del patrimonio. L’obiettivo è identificare dove si possano ridurre costi non necessari e migliorare l’efficacia dei servizi erogati, senza compromettere la qualità delle scelte patrimoniali.

In questo modo, i family office assicurano che ogni aspetto del patrimonio venga esaminato, ottimizzato e allineato con gli obiettivi a lungo termine del cliente, garantendo non solo la protezione e la crescita del patrimonio, ma anche l’efficienza complessiva della sua gestione.


Situazione all’arrivo del cliente


Quando il Sig. Rossi si è rivolto a noi, il suo patrimonio era distribuito su due relazioni bancarie storiche, Banca 1 e Banca 2, senza un coordinamento complessivo. La fotografia iniziale mostrava un patrimonio complessivo di €16.318.919, suddiviso tra €7.513.540 su Banca 1 e €8.805.380 su Banca 2.

Analizzando le componenti principali del portafoglio consolidato, emergeva una struttura complessa: dossier titoli per €1.795.081, fondi comuni per €1.305.514, liquidità in conto corrente pari a €652.757, e una polizza Ramo I da €6.853.946. Oltre a questi, erano attive due gestioni patrimoniali per un totale di €5.711.984.

L’analisi dei principali strumenti finanziari ha permesso di delineare la seguente asset allocation approssimativa:

  • Obbligazionario: 50% (~€8.159.200), con esposizione a bond governativi e corporate di alta qualità.
  • Azionario: 30% (~€4.895.050), distribuito tra ETF e fondi azionari diversificati su mercati europei e globali.
  • Fondi bilanciati e multi-asset: 15% (~€2.446.350), per diversificazione interna e gestione del rischio.
  • Liquidità e conti correnti: 5% (~€817.800), destinata a esigenze di cassa immediata e gestione operativa quotidiana.

Non erano presenti investimenti alternativi, quali private equity, venture capital o asset immobiliari, né strumenti illiquidi o veicoli dedicati. La composizione rifletteva la tipica struttura di un patrimonio finanziario tradizionale, con una forte concentrazione su strumenti liquidi e quotati, e una limitata diversificazione in termini di classi di attivo.

Questa configurazione mostrava i tipici segnali di una gestione accumulata nel tempo: stratificazione degli strumenti, sovrapposizioni tra veicoli finanziari diversi, difficoltà di compensazione fiscale tra posizioni e una calendarizzazione operativa eterogenea, che rendeva complessa la lettura aggregata e la gestione efficiente del patrimonio.

In sintesi, il patrimonio del Sig. Rossi necessitava di una mappatura completa e di una razionalizzazione strutturale, condizioni necessarie per poter applicare efficacemente una due diligence e costruire una strategia patrimoniale coerente e centralizzata.

Successivamente alla fase di diagnosi e mappatura del patrimonio del Sig. Rossi, è stata ipotizzata una riallocazione della struttura patrimoniale in linea con le esigenze espresse dal cliente e a seguito di approfondite analisi quantitative e qualitative. La proposta è stata immediatamente discussa e approvata dal cliente, consentendo di procedere con l’implementazione di una polizza di carattere Private Insurance come strumento principale per la gestione integrata del portafoglio.

Prima della formalizzazione della polizza, è stata condotta una selezione accurata degli intermediari presenti sul mercato, con particolare riferimento alla scelta della banca depositaria, valutando attentamente i costi di transazione, la possibilità di accesso a linee di fido per operazioni di investimento in mercati alternativi (immobiliare, private equity, venture capital e private debt) e la qualità complessiva dei servizi offerti. A seguito di un confronto approfondito con gli intermediari, è stata individuata l’offerta più coerente con le esigenze del cliente, e la polizza è stata quindi formalmente implementata.

Gli obiettivi principali di questa riallocazione erano triplici: garantire una maggiore efficienza fiscale del patrimonio, permettere al cliente di monitorare direttamente e in maniera unificata i sottostanti , e assicurare la disponibilità di un fido per operazioni strategiche su mercati alternativi, favorendo così la diversificazione e l’ottimizzazione del rendimento complessivo. Questo intervento ha rappresentato un passaggio cruciale nel processo di razionalizzazione e centralizzazione della gestione patrimoniale, assicurando maggiore trasparenza, controllo e coerenza con gli obiettivi di lungo periodo del cliente

A seguito dell’implementazione della polizza Private Insurance, è stato definito un Piano Investimenti pluriennale per il patrimonio del Sig. Rossi, con l’obiettivo di integrare progressivamente la polizza e raggiungere una struttura patrimoniale diversificata e ottimizzata entro il 2027. Il piano prevede disinvestimenti graduali da Banca 1 e Banca 2 e reinvestimenti nella polizza, con riallocazioni annuali mirate sulla base delle esigenze del cliente e delle opportunità di mercato.

All’Ultimo anno del piano il patrimonio arriverà all’asset allocation target, consolidando la struttura finale: Azionario 31%, Obbligazionario 27%, Immobiliare 20%, Private Equity 12%, Venture Capital 6%, e Cassa/strumenti liquidi 4%. La polizza rappresenta il fulcro della gestione patrimoniale, centralizzando sia gli strumenti finanziari tradizionali sia gli investimenti alternativi, con il fido disponibile per operazioni tattiche o per acquisizioni immobiliari, garantendo coerenza tra strategia e implementazione.

Attraverso questo processo graduale, il Sig. Rossi ha potuto trasformare un patrimonio inizialmente esclusivamente finanziario in una struttura integrata, diversificata e ottimizzata, con controllo centralizzato, maggiore trasparenza e gestione efficiente dal punto di vista fiscale e operativo.

Un family office indipendente svolge un ruolo fondamentale nel coordinamento e nella gestione complessiva dei patrimoni familiari o individuali. La sua operatività non si limita alla scelta dei singoli strumenti finanziari, ma include la definizione di strategie integrate, la centralizzazione delle decisioni operative, la supervisione dei flussi patrimoniali e l’ottimizzazione fiscale e gestionale.

Attraverso processi strutturati come la due diligence, la pianificazione pluriennale degli investimenti e la gestione di veicoli patrimoniali complessi, un family office consente di ottenere una gestione coerente, trasparente e diversificata, in grado di bilanciare crescita, rischio e liquidità. L’obiettivo è fornire alle famiglie e agli individui una visione completa e consapevole del proprio patrimonio, permettendo di governare in modo strutturato ogni fase della gestione patrimoniale, coordinando i diversi strumenti e intermediari e traducendo gli obiettivi strategici in scelte operative concrete.

In questo senso, il family office indipendente non agisce solo come gestore, ma come partner strategico, capace di integrare conoscenza, controllo e governance per supportare decisioni patrimoniali di lungo periodo.

Tabella dei Contenuti