La guida per capire il family office
Agosto ha un ritmo che il resto dell’anno non concede. Le riunioni si diradano, la casella di posta si svuota, e per qualche settimana la vita lascia un margine che di solito non c’è. È anche il momento in cui, senza l’urgenza del quotidiano a coprirli, tornano a galla certi pensieri sul patrimonio di famiglia che per undici mesi restano sullo sfondo: come sta andando davvero, cosa continuiamo a rimandare, quali domande non ci siamo mai fatti con calma.
Il cambio di mentalità che serve per capire un Family Office
Vedo spesso la stessa cosa, con famiglie diverse: chi arriva da noi ha passato anni, a volte decenni, a giudicare chi si occupava del suo patrimonio con lo stesso metro. Rendimento, costi, liquidità. È il metro giusto per chi guarda al patrimonio come una somma di investimenti da ottimizzare, e per molti aspetti ha funzionato bene. Ma è un metro che non basta più quando il patrimonio smette di essere solo questo.
Come approcciare il concetto di Family Office

Ogni patrimonio importante è, per sua natura, un progetto di lungo periodo. La domanda a cui deve rispondere non riguarda soltanto il presente, ma la capacità di durare: attraversare cambi generazionali, evoluzioni del contesto economico e normativo, trasformazioni della famiglia stessa, restando riconoscibile e coerente nel tempo. Continuità e longevità non sono, in questo senso, […]
Il limbo dei patrimoni complessi
C’è una cosa che ho imparato lavorando su entrambi i lati del tavolo, prima in banca e poi in consulenza patrimoniale: le famiglie che soffrono di più non sono quelle con meno soldi. Sono quelle che stanno nel mezzo. Mi spiego. Chi ha un patrimonio semplice, un conto e una casa, è servito benissimo dai prodotti standard. Chi ha un family office tutto suo ha risolto il problema alla radice. Ma tra questi due estremi c’è un pezzo enorme di famiglie, spesso nate da un’azienda venduta bene, che restano scoperte. Le stesse famiglie, gli stessi patrimoni, li ho visti da un lato del tavolo e poi dall’altro, e il problema non cambiava mai.
Il patrimonio di mezzo: perché costa di più e si controlla di meno

Quanto vale oggi, tutto insieme, il patrimonio della famiglia? E quanto ha reso l’anno scorso, al netto di tutto? Sono due domande semplici, ma mettono in difficoltà quasi tutte le famiglie con un patrimonio importante o complesso. Chi ha un conto in banca e una casa risponde in un minuto. Chi ha un single family […]
Chi tiene tutto in mano non è il regista è il collo di bottiglia
negli ultimi giorni mi è rimasta in testa una parola, dopo un incontro con un imprenditore: controllo. Mi raccontava la sua azienda con la naturalezza di chi ha imparato a delegare: un responsabile per ogni area, ruoli definiti, una direzione chiara su dove andare. Poi il discorso è passato al suo patrimonio, e la stessa persona è cambiata. Lì non c’era nessuno a cui delegare. C’era solo lui: ogni banca, ogni decisione, ogni numero passava dalle sue mani.
Controllo del patrimonio: quando lo tiene una sola mano

C’è un momento che molti imprenditori riconoscono. Squilla il telefono durante una riunione, o in viaggio, o a cena: una banca che chiede una conferma, un gestore che aspetta un via libera, un familiare che riceve una domanda sul patrimonio e non sa rispondere, così gira la chiamata. È sempre la stessa persona a doverla […]
Gestire il patrimonio senza smettere di ragionare da imprenditore
C’è una sensazione specifica che gli imprenditori conoscono bene. È quella di valutare un’operazione concreta: leggere un business plan, incontrare il management, capire dove sta il rischio vero e dove sta l’opportunità. Sedersi al tavolo e dire sì o no con cognizione di causa.
Club deal: cos’è e perché piace agli imprenditori

Esiste un modo per investire il patrimonio che assomiglia a come un imprenditore ha sempre lavorato. Un’operazione specifica, una tesi leggibile, un gruppo ristretto di persone che siedono attorno allo stesso tavolo. Un asset che si capisce, perché è fatto di cose concrete, non di strutture finanziarie che richiedono un prospetto di quaranta pagine per […]
Creare ricchezza e farla durare richiedono qualità opposte
Cosa distingue chi conserva la ricchezza nel tempo da chi, partendo dalle stesse possibilità, la disperde nel giro di una generazione? Per anni ho pensato che la risposta avesse a che fare con le buone scelte.Oggi credo sia più sottile. Le scelte si somigliano. Cambia il tempo su cui le si misura. Chi ha costruito un patrimonio importante lo ha fatto con il coraggio di concentrare e la prontezza di cogliere il momento. Ma sono esattamente le qualità che, quando si tratta di preservare, diventano il rischio principale. Creare ricchezza e farla durare richiedono talenti opposti: il primo premia l’audacia, il secondo la rinuncia.