TREES

Mostra fotografica di Daniele Ratti, a cura di Clelia Belgrado

Daniele Ratti

C’è un bosco in Toscana, nei pressi di Grosseto, e per l’esattezza a Travale nel gruppo montuoso Carline-Cornate, completamente abbandonato o almeno lo era fino a tempi recenti. La particolarità di questo luogo sta nel fatto che circa 2500 anni fa era un immenso frutteto di castagneti piantato dai Romani e forse anche prima dagli Etruschi, che dalle castagne ricavavano farina e frutti necessari per sfamare le genti dell’epoca . In questo bosco di 4 ettari (per ora questa è la superficie riqualificata e bonificata) si intravede anche una strada romana scavata nelle montagne che collegava l’allora città di Volterra con altri centri della penisola. Oggi questo magnifico luogo è presidiato dall’associazione senza scopo di lucro Quercus che, insieme a Treedom, sta lavorando alla sua conservazione salvaguardando una biodiversità davvero sorprendente, cercando di far conoscere ampiamente questo progetto di protezione arborea. Vogliono la creazione di un parco dove le piante siano curate, censite e protette come monumenti viventi e che siano utilizzate dall’uomo per contrastare il degrado del suo habitat. La sorpresa è stata di trovare castagneti di oltre 2000 anni, di dimensioni particolari che dominano l’ambiente circostante così da creare un bosco di alberi monumentali. La fortuna vuole che i castagneti non fossero mai stati toccati e quelli le “matriarche” riuscirono a sopravvivere sfuggendo al dominio della natura dell’homo sapiens. Oggigiorno enormi quantità di CO2 sono stipate in questi alberi millenari e continueranno a essere una fonte per l’umanità. Con il mio lavoro ho voluto documentare questa scoperta e chiarire quanto sia importante salvaguardare gli alberi esistenti e piantarne di nuovi. Gli alberi sono alcune delle forme viventi più avanzate su questo pianeta e dobbiamo preservarli per la nostra sopravvivenza.

Clelia Belgrado

…le prime chiese sono boschi, molti fra i primi Dei sono grandi alberi, e proprio sotto un albero il Buddha storico ottenne il suo “risveglio”.

Entriamo così con le parole del poeta Valerio Magrelli nell’ antica, epica funzione sacrale dell’albero, perenne simbolo totemico attivo in ogni tipo di tradizione quasi da capostipite tribale.

È così che mi piace pensare a Daniele Ratti che entra in punta di piedi in questo bosco antico ai piedi delle montagne Carline-Cornate in provincia di Grosseto. Un antico castagneto, usato in epoca romana, forse addirittura etrusca per la farina, i frutti e la legna.  In questo bosco di quattro ettari (adesso recuperato e che ha iniziato a riprendere vita) vi sono le tracce dell’antica strada costruita dai Romani per collegare l’antica Volterra al resto della penisola…

Il processo di adozione e gestione di un castagneto da parte di Quercus l’associazione non-profit che ne ha preso la concessione, ai fini della sua valorizzazione, costituisce non solo il recupero e la rivalutazione di territori nella loro trama sociale generale di bio-diversità in luoghi rigogliosi, ecologici e sani, ma anche l’ambire alla epicità, monumentalità e complessità che arrivano dagli alberi; organismi perenni e composti in continuo equilibrio con tutti gli esseri viventi.

Nella sacrale maestosità di questo bosco epico e solenne, enfatizzata dall’uso non a caso del bianco e nero, entriamo prima quasi intimoriti, poi man mano sempre più circondati ed avvolti da alberi di Castagno secolari che sembrano essere sfuggiti all’essere umano.   Nelle riprese chiuse di Daniele Ratti, ci troviamo, quali ospiti, immersi in un mondo che trascende la temporalità.  Seguiamo un percorso invisibile che reclama ed esige cautela, considerazione e rispetto.  Il fotografo ci invita ad evocare la natura e in particolare gli alberi, intrecciandone l’esistenza alla vita nostra e non a caso rendendoli partecipi del nostro destino.

Dal pensiero di questo destino qualunque esso sia che si intreccia con le immagini di Daniele Ratti, emerge il ricordo della figura del personaggio/protagonista Cosimo nel romanzo Il Barone Rampante di Italo Calvino, il quale in un moto di ribellione nei confronti della propria famiglia, del rifiuto delle regole preconcette e di accettazione della diversità, decide di rifugiarsi a dodici anni tra i rami di un leccio secolare presente nel giardino di casa, sul quale rimarrà fino alla morte non scendendo più a terra.

Daniele Ratti Fotografo

Nato a Milano nel 1974, vive e lavora a Torino.

Dopo aver conseguito la laurea in Architettura presso il Politecnico di Torino si dedica alla fotografia professionale dal 2000. La prima personale risale al 2004 e da allora la carriera artistica viene affiancata da altre attività di tipo curatoriale tra le quali spicca la direzione artistica di “Paratissima”, la manifestazione espositiva che ogni anno si tiene a Torino dal 2006.

Alcune opere si trovano attualmente nelle collezioni permanenti del PAN di Napoli , la Fondazione Bartoli Felter di Cagliari e numerose collezioni private.

Dal 2013 ha intrapreso un progetto che lo ha portato e lo porterà nelle ex colonie italiane in Africa e oltre mare, che si concluderà con due mostre , una all’Expo 2015 a Milano e la seconda alle OGR a settembre 2015 a Torino…

Sono molte le collaborazioni che nascono dal 2015 con alcune testate editoriali, INTERNAZIONALE, e festival di fotografia, CORTONAONTHEMOVE.

Percorso artistico

Mostre personali 2022

“Terrasanta”, Genova, galleria Vision quest 4 Rosso 2021 “terrasanta”, orto botanico di Palermo, a cura di Maria Chiara di Trapani “fragile”, Genova , esposizione diffusa in città, a cura dell’ordine architetti di Genova “silenzio in sala a tempo di Musica” via Dante milano, a cura dell’associazionee Amur 2020 “ma noi Ricostruiremo” , Galleria d’Italia , Milano a Cura di Mario Calabresi 2017 “ON” fotografie del sito architettonico in tripoli di Oscar Neimayer, con Luisa Porta, Torino, Davide Paludetto art Gallery “Labbra fuori fuoco” , ritratti di labbra sensuali e fuori fuoco per FISH AND CHIP erotic festival, Torino 2016 “Geografie” un progetto fotografico, artistico e letterario con Enrico T. Deparis ed Enrico Remmert 2013 “Eritalia ” una ricostruzione fotografica dell’architettura razionale italiana nelle ex colonie d’oltremare 2011 “strade bianche”da un racconto di Enrico Remmert una trasposizione in foto di Daniele Ratti “che dire che fare che pensare?” banca reale mutua , Torino “cavour” Carrara, museo “Cavour” Torino, Teatro Regio 2010 “Trapassare?” Torino, Tonin Art Gallery “Materica” Torino, Novalis FineArts, 2004 “Accensione” Torino, Spazio Espositivo Alcoll

Principali mostre collettive

2020 “covid 19 visual project” “ next stop”. Cortona on the Move, curato da Arianna Rinaldo

2018 “ Animali notturni “ , Paratissima Bologna, presso la sede dello IAAD “ Utopia Rurale” presentazione ,con Luisa Porta, Eglise Art, Palermo “ Creativamente Roero , DT1“ , con Saverio Todaro, Simone Martinetto, Guarene, a cura di Patrizia Rossello “..come se il tempo non finisse mai” con Luisa Porta, here3, Torino , Cavallerizza “Animali Notturni” Paratissima Bologna , presso Iaad 2017 “36littlegoodthings”, Cortonaonthemove, Toscana

2016 “Deposito d’arte 01”, presso Poppi, Toscana , a cura di Alessandro Stillo “Interpretazioni” , parco d’arte quarelli , luglio 2016, Roccaverano

2015 “Eritalia”, presso Expo Milano, cascina Triulza “Deposito d’arte 00” , presso Poppi , Toscana , a cura di Alessandro Stillo “Rewind rewild” studio di avvocati rossi ed associati , Torino giugno 2015, a cura di Francesca Canfora

2014 ” Eritalia “, consolato generale d’Italia Lugano, con Bruna Biamino ” destinazione d’uso” , castello di Rivara, a cura di Francesca Canfora

2012 “bam” , biennale fotografia piemontese ottobre 2012 “mad” vieste ,settembre 2012, selezionato tra gli 8 finalisti per la fotografia

2011 “sun soul various” a cura di Paratissima , presso Marco Rossi associati “KM011” a cura di Luca Beatrice, Torino, Museo di Scienze Naturali, “150 anni dopo” a cura di Patrizia Fischer, Torino, 2010 “About the City “, a cura di Alessandra Menesini, Cagliari, Fondazione Bartoli Felter “Paratissima 6 ” Torino 2009 “Libera”, San Sebastiano Po “Paratissima 5.2” Torino 2008 “Finzioni” , a cura di Luca Beatrice, Torino “Riciclo”, Cagliari, Fondazione Bartoli Felter “011” Torino, OGR (Officine Grandi Riparazioni) “Paratissima 4 “, Torino

2007 “Velivolo” con Lorenza Capitanio, Milano, Livingluce “War or Words” Cagliari, Fondazione Bartoli Felter, “ParatIIIssima” Torino, Carceri Le Nuove “Che Scatto”, Torino, Assessorato alla cultura , a cura di Francesco Poli.

Giovanni Cuniberti

L’arte non ha valore

Se la si interpreta semplicemente come un bene materiale.

L’arte è emozione, è principi, è bellezza, è veicolo di profondi pensieri. Allora, solo dopo che si è compreso questa sua più profonda natura, diventa Valore.

Lo stesso vale per la definizione di “Patrimonio”. Spesso, mi capita di raccontare quello che faccio, di fronte alla parola patrimonio subito mi vengono fatti riferimenti alla propria ricchezza finanziaria, talvolta immobiliare, ma spesso ci si ferma a queste 2 componenti.

Il patrimonio di una famiglia è molto di più, è prima di tutto valori, esperienza, sogni e consapevolezza. Solo successivamente si completa con le sue componenti materiali: finanza, imprese di famiglia, immobili, arte e altri beni tangibili.

È nata con questa anima la Cuniberti & Partners, multi family office indipendente che ha come obiettivo affiancare le famiglie con importanti patrimoni nel prenderne prima di tutto il pieno controllo e successivamente perseguire una strategia di lungo periodo verso il raggiungimento degli obiettivi condivisi della famiglia.

In Italia è ancora un modello poco conosciuto e diffuso, anche se da tempo utilizzato dalle più importanti famiglie imprenditoriali. Ferrero, Berlusconi, Benetton, De negri hanno tutte riunito i loro patrimoni sotto il coordinamento dei propri single family office. Il nostro obiettivo è essere vettori della diffusione di questo approccio a famiglie con patrimoni complessivi a partire dai 5 milioni di euro.

Il mio “Scatto”

La foto artistica della mia vita parte da una scelta ben precisa: lavorare e studiare nello stesso periodo. Questo mi ha permesso di evolvere la mia carriera da trader sui mercati giapponesi, poi analista finanziario, consulente indipendente e responsabile di una SGR. Un percorso impegnativo che ha avuto sempre un solo obiettivo: la trasparenza delle mie scelte e l’indipendenza da ogni forma di conflitto d’interesse con i miei clienti.

Ho così fondato la Cuniberti & Partners SIM SpA per completare un percorso che avesse al centro il benessere e la serenità della famiglia.

La scelta di strutturarsi come SIM indipendente, remunerata direttamente dal cliente, garantisce non solo i massimi standard in termini di regolamentazione e trasparenza, ma anche la totale assenza di conflitto di interesse.

La scelta di agire

Il primo tassello di un puzzle ricco di aspetti da incastrare è l’analisi del patrimonio. Il punto di partenza da cui sviluppare esigenze, obiettivi e sogni della famiglia.

La creazione di un bilancio famigliare consolidato è il passaggio fondamentale per iniziare ad avere una visione nuova, non più composta da molteplici elementi separati ma come un unico ecosistema, che possa far evolvere la consapevolezza finanziaria verso una serenità strategica ed operativa. Esattamente come un imprenditore dirige e prende decisioni su come condurre la propria azienda, crediamo che lo stesso debba accadere quando si tratta di prendere decisioni per il patrimonio della famiglia.

Non resta a questo punto che superare “L’inerzia di non agire”, compiendo una scelta per il benessere delle persone a noi care.

Per maggiori informazioni:

Per maggiori informazioni sulle opere fotografiche

Clelia Belgrado

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